INFORMATICA
E APPRENDIMENTO.
PROGRAMMI GESTIONALI, EDUCAIVI E
RIABILITATIVI PER LE DISABILITÀSoftware
e apprendimento
I programmi TecnoScuola
All’interno della collana GEA, si apre
la serie TecnoScuola (Informatica e apprendimento.
Programmi gestionali, educativi e riabilitativi
per le disabilità), che eredita l’esperienza
e il lavoro di un importante gruppo di esperti
nelle problematiche dell’apprendimento
e della riabilitazione.
Il ruolo strategico dell’informatica applicata
per l’attivazione, gestione e facilitazione
dei processi d’apprendimento in soggetti
disabili e/o con difficoltà di apprendimento
è infatti ampiamente riconosciuto dalla
ricerca scientifica.
Le problematiche dell’apprendimento e
le strategie per dare una risposta ai problemi
connessi, sia sul piano educativo-istruzionale
che riabilitativo, costituiscono il nucleo centrale
di questa serie di contributi. Gli operatori
del “Centro di Ricerca Informatica Applicata”
(CRIA), presentano una serie di software (didattici,
riabilitativi e gestionali) che, per la sperimentazione
preliminare effettuata, la facilità applicativa,
le caratteristiche tecniche e le metodologie
stesse, possono essere annoverati fra gli strumenti
più avanzati del settore educativo-riabilitativo.
L’obiettivo è offrire all’operatore
la garanzia di concorrere alla formazione di
una cultura professionale quanto più
possibile rispondente in termini di “sapere”
e “saper fare”, e che configuri
quindi una professionalità spendibile
in termini di “qualità” nei
confronti degli utenti stessi. I programmi sono
personalizzabili, e verranno distribuiti periodicamente
dei pacchetti aggiuntivi, acquisibili da ogni
utente, che andranno a implementare ulteriormente
le funzionalità dei diversi programmi.
Le
innovazioni tecnologiche e l’eccezionale
rapidità che contraddistingue l’evoluzione
in campo informatico, sia sul piano della strumentazione
(hardware) che dei programmi (software), hanno
aperto nuove prospettive che permettono la progettazione
di strumenti atti a favorire i processi di apprendimento.
Il Centro Ricerche Informatica Applicata (C.R.I.A.)
di TecnoScuola, in collaborazione e con l’apporto
di specialisti e professionisti appartenenti
a diverse realtà istitutive (Università,
Istituti di Ricerca, IRCSS, Centri Riabilitativi,
Scuole, ecc.), opera da anni nel settore della
ricerca con l’obiettivo di ideare, sperimentare
e produrre strumenti (software) informatici
applicabili in campo didattico e riabilitativo.
Progetto
ERICOM
Nucleo centrale dell’attività del
C.R.I.A., è costituito dalla realizzazione
del progetto ERICOM (Educazione e RIabilitazione
COMputerizzata) che si pone come obiettivo la
produzione di pacchetti software appositamente
ideati per facilitare i processi d’apprendimento
sia in soggetti normodotati, sia in soggetti
che presentano disabilità cognitive o
handicap.
Nell’uno e nell’altro caso, la prassi
operativa registra normalmente da un lato il
coinvolgimento di diversi soggetti istitutivi
(famiglia, scuola, ASL, ecc.), dall’altro
la necessità di programmare ed attuare
progetti specificatamente riabilitativi e/o
propriamente educativi.
Per tali esigenze, il progetto ERICOM si articola
ed è suddiviso in tre settori applicativi:
· diagnostico
· educativo
· riabilitativo
Unitamente ai tre settori, il progetto prevede
anche lo sviluppo di programmi gestionali, connessi
all’elaborazione dei dati-utenti, delle
programmazioni individuali (P.E.I.) e dei protocolli
operativi, in funzione e riscontro alle finalità
istitutive dei diversi Enti (ASL, Centri Educativi,
Istituzioni scolastiche, ecc.).
L’Editrice TecnoScuola, per le prerogative
tecniche specifiche e per la filosofia operativa
che la distingue, è stata prescelta da
operatori del settore e da diverse istituzioni,
quale Agenzia di produzione, promozione e diffusione
di software applicativi.
Sperimentazione
Il raggiungimento degli obiettivi del C.R.I.A.
è affidato ad un gruppo operativo costituito
da esperti di diverse discipline (psicologia,
pedagogia, didattica, neuropsicologia, neurolinguistica,
foniatria, informatica, ecc.) che operano presso
università italiane ed estere, e da professionisti
(insegnanti, riabilitatori, educatori, ecc.)
dell’apprendimento e della riabilitazione.
Per ogni strumento, la metodologia operativa
messa a punto dello staff diretto dal prof.
Paolo Meazzini dell’Università
di Udine, configura un itinerario volto ad utilizzare
le più recenti acquisizioni nel campo
della ricerca sperimentale.
In particolare si è posta attenzione
nei confronti dei “fattori critici”
che sottendono e determinano sia le caratteristiche
del processo d’apprendimento in quanto
tale, sia le peculiarità riscontrabili
nei diversi contesti dell’handicap, delle
disabilità e della riabilitazione.
Pertanto gli strumenti progettati dal gruppo
C.R.I.A di TecnoScuola, si caratterizzano per
tre aspetti fondamentali:
· correlazione tra acquisizioni della
ricerca, progettazione e costruzione del prodotto;
· modularità ed organicità
dei diversi progetti (educativi, istruzionali,
riabilitativi, diagnostici, gestionali, ecc.);
· innovazione tecnologica, economicità,
praticità e semplicità nell’uso
degli strumenti.
La finalizzazione delle attività di ideazione
e produzione del gruppo di ricerca, corrispondono
al principio della verifica sperimentale costante,
sia sul piano delle ipotesi teoriche sottese
ad ogni programma (software), sia a livello
degli effettivi risultati (didattici, riabilitativi,
ecc.) che ogni strumento è in grado di
assicurare.
La
prassi operativa
Dopo la costruzione della versione sperimentale
di ogni programma (versione beta), segue la
fase d’implementazione del software, normalmente
realizzata presso istituzioni pubbliche e/o
private (Centri Socio-Educativi, scuole, IRCCS,
ecc.), volta a verificare le funzioni ed il
controllo delle variabili che intervengono nel
processo di apprendimento e/o riabilitativo
in quanto tale.
Ogni strumento, dopo questa prima fase, subisce
ulteriori modifiche prima della diffusione ed
applicazione nei diversi contesti.
In seguito i software vengono ulteriormente
aggiornati (up-grade) anche in rapporto alle
esigenze riscontrate ed alle innovazioni di
tipo informatico (hardware).
Progetti
e collaborazioni scientifiche
Il gruppo C.R.I.A. dell’Editrice TecnoScuola,
in armonia con i propri obiettivi e finalità,
in questi anni ha prodotto e continua a produrre,
in base ad accordi di collaborazione e progetti
di ricerca, strumenti diagnostici, didattici,
riabilitativi, e gestionali in collaborazione
con:
· Istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico (IRCCS “Medea” di Lecco,
“La Nostra Famiglia” Udine, ecc.;
· Centri socio-educativi (Cooperativa
“Montefeltro” di Urbino, C.A.M.P.P.
Udine, Centro “SxT” di Urbino, ecc.);
· Regione Marche (progetto “Senior”
e progetto “Autismo”);
· Istituto “Walden”, Roma;
· Istituto “Miller”, Genova;
· SSTeF (Societat Scientifiche e Tecnologiche
Furlane)
· ANFFAS Brescia- Onlus
· Università di Udine, Padova,
Roma, Urbino, Messina.
Programmi per la dislessia
e per la disfasia
________________________________________
FLASH-WORD
Autori:
Franco Fabbro e Masutto Cristina (Università
degli Studi di Udine)
Flash-Word
è un programma computerizzato per la
diagnosi e riabilitazione della dislessia. L’intervento
è stato messo a punto, dopo diversi anni
di studio e sperimentazione dagli autori, partendo
dagli studi ed ipotesi che stanno alla base
del modello neuropsicologico di acquisizione
della lettura di D.J. Bakker (shift emisferico).
Tale ipotesi sono state avvalorate da evidenze
sia di carattere neuropsicologico che psicofisiologico
(Bakker e Licht, 1986a).
Il modello proposto da Bakker (Bakker, 1990;
Masutto, Bravar e Fabbro 1993; Masutto, Bravar
e Fabbro (1994) distingue tre tipi di dislessia:
la dislessia Percettiva (P), la dislessia linguistica
(L) , e la dislessia mista (M).
Attraverso l’ausilio di FLASH-WORD, l’operatore
è posto nelle condizioni di operare una
diagnosi (neuropsicologica) iniziale del disturbo
del soggetto, quindi di intervenire attraverso
dei moduli riabilitativi specifici gestiti e
realizzati dal computer.
Una volta effettuata la diagnosi del tipo di
dislessia, effettuata tramite il computer, sono
previsti iter riabilitativi differenziati a
seconda del tipo di dislessia diagnosticato.
FlasH-Word risulta essere, al presente, il programma
riabilitativo che ha riscontrato maggiore successo
in campo riabilitativo. Viene infatti utilizzato
da anni presso diversi centri riabilitativi
e nei centri della “Nostra Famiglia”
presso i quali continuano le ricerche e la produzione
di liste riabilitative per la dislessia.
Lo stesso Bakker ha affermato che Flash-Word
è uno strumento che presenta caratteristiche
riabilitative migliori del programma messo a
punto dalla sua équipe.
Bibliografia
Bakker,
D. J. (1979). Hemispheric differences and reading
strategies : two dyslexias· Bulletin
of the Orton Society, 29, 84-100.
Bakker, D.J. (1990). Neuropsychological treatment
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Bakker, D.J., Bouma, A., Gardian, C. (1990).
Hemisphere specific treatment of dyslexia subtypes:
A field experiment. Journal of Learning Disabilities,
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Bakker, D. J. , Leeuwen H.M.P., Speyer G. (1987).
Neuropsychological aspects of dyslexia, Child
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Bakker, D.J., Licht, R. (1986a). Learning to
read: changing horse mid - stream. In G. Pavilidis
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Bakker, D. J., Licht R. (1986b). Hemispheric
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Boder E. (1973). Developmental dyslexia: a diagnostic
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Boder E., Jarrico S. (1982). The Boder test
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Fabbro, F., Petroni M.G., Bouquet F. (1989).
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50 (95-106).
Licht R., Bakker D.J., Kok A., Bouma A. (1988b).
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longitudinal study. Neuropsycologia, 26, 327-340.
Masutto, C., Bravar, L., Fabbro F. (1993). Diagnosi
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Neurologia e Psichiatria,2,249-262.
Masutto, C., Bravar, L., Fabbro F. (1994). Neurolinguistic
Differentation of Children with Subtypes of
Dyslexia. Journal of Learning Disabilities,
pag. 520-526.
SLang
Slow Language
Autori:
Franco Fabbro e Masutto Cristina (Università
degli Studi di Udine)
SLang
è un programma di riabilitazione computerizzata
della disfasia evolutiva, ideato e sperimentato
dagli autori prima presso l’Istituto Regionale
Burlo Garofalo di Trieste e in seguito presso
i centri IRCCS “E.Medea” della Nostra
Famiglia, è finalizzato alla riabilitazione
neuropsicologica della disfasia evolutiva.
Il training riabilitativo, consiste in una serie
di compiti verbali proposti da un programma
computerizzato di sintesi vocale. La voce generata
al computer, che propone gli esercizi, viene
"rallentata" in maniera opportuna
in modo da facilitare la percezione del linguaggio.
Il rallentamento (slow) della velocità
di eloquio (language), viene realizzato con
particolari algoritmi di trattamento e sintesi
della voce che non ne alterano le caratteristiche.
La voce prodotta continua, infatti, a mantenere
le stesse caratteristiche di timbro e frequenza
fondamentale anche a velocità rallentata.
E´ stato riscontrato che il rallentamento
dell´eloquio e l´enfatizzazione
delle transizioni formantiche consonante-vocale
favoriscono la percezione fonemica in pazienti
con anomalie nella discriminazione uditiva verbale
(disfasie e dislessie evolutive). La riabilitazione
della percezione fonemica con una voce così
modificata è possibile solo con tecniche
computerizzate.
Questo programma di trattamento della disfasia
e della dislessia evolutiva, in bambini di lingua
italiana, costituisce un ripensamento e un libero
adattamento di una serie di studi clinici recenti,
condotti da ricercatori nordamericani, i quali
hanno dimostrato che bambini affetti da disturbi
della percezione fonemica (disfasia evolutiva)
sottoposti a esercizi con voce sintetica rallentata
e con transizioni formantiche consonante-vocale
enfatizzate, presentavano significativi miglioramenti
della percezione uditiva verbale già
dopo 30-60/h di trattamento.
Bibliografia
Fabbro
F. (1999). Enciclopedia of Language Pathology.
Oxford. Pergamon Press
Merzenich M.M., et al. (1996). Temporal processing
deficits of language-learning impaired children
ameliorating by training. Science, 271: 77-81.
Tallal P., et al. (1996). Language comprehension
in language-learning impaired children improved
with acoustically modified speech. Science,
271: 81-84.
NUOVE
LISTE
(per il trattamento della dislessia evolutiva
secondo il metodo Bakker con Flash-Word)
Autore:
Maria Luisa Lorusso - IRCCS “E. Medea”,
Bosisio Parini (LC)
Durante
la sperimentazione del metodo di riabilitazione
della dislessia di Dirk Bakker, condotta presso
l’IRCCS “E. Medea” di Bosisio
Parini (Lecco), le liste di parole fornite con
il programma originale FlashWord, sono state
integrate da nuove liste appositamente compilate.
Tali liste sono composte da parole o brevi frasi,
studiate in modo da stimolare strategie di lettura
specifiche.
Il progetto
Il progetto nasce con l’obiettivo di mettere
a disposizione del riabilitatore, un insieme
di liste che permettessero di ampliare e variare
le proposte e le attività durante il
trattamento con il metodo Bakker.
In base al modello di classificazione della
dislessia, proposto da Dirk Bakker (1990), i
bambini con difficoltà di lettura specifiche
possono essere classificati in:
tipi L – nel caso in cui la lettura è
relativamente veloce ma presenta molti errori
cosiddetti “sostanziali” (substantive),
quali omissione, sostituzione, inversione di
grafemi o sillabe o anche intere parole;
tipi P - quando lettura è lenta e presenta
errori in gran parte autocorretti, cosiddetti
“tempo-disperdenti” (time-consuming),
come balbettamenti, ripetizioni, approssimazioni
successive alla parola corretta; come
tipi M - se la lettura è sia lenta che
scorretta, o quando non siano rispettati i criteri
per la classificazione come P o come L.
Nella proposta riabilitativa originale di Bakker
(1990), il programma di presentazione degli
stimoli (chiamato Hemstim, per “stimolazione
emisferica”), includeva liste di parole
che differivano per lunghezza, difficoltà
ortografica, frequenza d’uso e valore
d’immagine. Si presupponeva, infatti,
che le parole a bassa frequenza e alto valore
d’immagine fossero più adatte a
stimolare l’emisfero destro (sottoattivato
nei tipi L), mentre le parole ad alta frequenza
e basso valore d’immagine, potessero stimolare
in modo più efficace l’emisfero
sinistro (sottoattivato nei tipi P).
Nelle “Nuove Liste”, le variabili
indicate da Bakker sono state controllate e
manipolate in modo sistematico, così
da differenziare il più possibile le
proposte dirette ai diversi tipi di dislessia
e massimizzare l’efficacia nell’attivare
strategie specifiche.
Le 186 liste, pertanto, sono suddivise in base
al tipo di dislessia per il cui trattamento
sono indicate: 81 liste per i tipi L, 105 liste
per i tipi P.
Le
variabili
Nella sperimentazione, sono state considerate
le variabili connesse alle caratteristiche dei
diversi sottotipi di dislessia, ovvero:
Frequenza-
La frequenza indica la proporzione di occorrenze
di un certo lemma all’interno di un corpus
linguistico. Per le parole incluse nelle “Nuove
Liste” ci si è riferiti al Lessico
di frequenza dell’Italiano parlato di
De Mauro et al. (1993). Poiché le parole
ad alta frequenza possono essere più
facilmente riconosciute (lette attraverso la
via lessicale) e anticipate a partire da parti
di esse, vengono considerate più adatte
a dislessici di tipo P. Le parole a bassa frequenza,
invece, vengono riconosciute con meno facilità
e necessitano dunque di un’analisi più
accurata, risultando quindi più adatte
a dislessici di tipo L.
Valore
d’immagine - Il valore d’immagine
di una parola indica la facilità con
cui il suo referente può essere visualizzato
nella mente. Poiché la rappresentazione
mentale di tipo visivo è una funzione
specifica dell’emisfero destro, parole
ad alto valore d’immagine appaiono più
indicate per il trattamento delle dislessie
di tipo L.
Complessità
- Nel materiale proposto da Bakker, la complessità
è intesa prevalentemente come complessità
ortografica. Nello specifico nella lingua italiana,
si può correlare la complessità
ortografica alla presenza di cluster consonantici
complessi o di particolarità e irregolarità
ortografiche (ad es. gruppi ch, gh, c, e, g,
seguiti da gruppi vocalici i, e, o, ie, i gruppi
gl, gn, sc, ecc.). Poiché la presenza
di tali particolarità rende la parola
più complessa sia dal punto di vista
dell’analisi visiva che delle corrispondenze
grafema-fonemiche, questa variabile è
stata considerata “neutra” rispetto
alla classificazione in sottotipi di dislessia.
Le parole complesse sono state pertanto inserite
nelle liste per tipi P o L a seconda delle variabili
già descritte, di frequenza e valore
d’immagine. Ad un’analisi più
precisa, si potrebbe anche osservare che il
riconoscimento dei cluster quali gn, gl, sc,ch,
ecc. deve avvenire in modo globale e congiunto,
mentre gruppi consonantici quali ns, mp, str,
ngr, ecc. possono essere codificati grafema
per grafema. Si potrebbe quindi suggerire che
parole contenenti i primi siano più adatte
al trattamento dei tipi P, e i secondi al trattamento
dei tipi L.
Poiché tuttavia spesso i bambini dislessici
presentano difficoltà specifiche nel
riconoscimento dei cluster consonantici indipendentemente
dall’appartenenza a un sottotipo, si è
pensato di prevedere la somministrazione di
tali liste ai bambini che presentano tali problematiche,
a prescindere dal gruppo di appartenenza.
Complessità
percettiva - Nel programma di trattamento originale
di Bakker, era prevista la presentazione, ai
tipi L, di parole percettivamente complesse
per la cui lettura fosse necessaria una decifrazione
accurata, lettera per lettera, non potendo essere
riconosciute tramite la via lessicale. Erano
stati quindi messi a punto stimoli (parole)
contenenti lettere (fonts) di tipo, colore e
caratteristiche (ad es. corsivo, grassetto ecc.)
diverse.
Le caratteristiche tecniche del software italiano
non consentano l’uso, nella stessa parola
o lista, di fonts e stili diversi; la difficoltà
percettiva è stata quindi implementata
alternando in modo irregolare caratteri maiuscoli
e minuscoli nella stessa parola. L’applicazione
di fonts e colori/contrasti diversi alle liste,
prevista dal programma Flash–Word, consente
di variare e rendere ulteriormente complesse
le caratteristiche percettive degli stimoli.
I
tipi di liste
In linea di massima, le liste possono essere
presentate in ordine random (come previsto tra
le opzioni del programma FlashWord), per evitare
la memorizzazione in presentazioni successive.
Poiché però alcune liste sono
state costruite con criteri d’ordine precisi,
nel manuale d’uso, nella riga di descrizione
di tali liste, compare tra parentesi la sigla
NR (Non Randomizzare).
Per i tipi L
·
Liste di parole a bassa frequenza, alto valore
d’immagine, semanticamente non correlate,
di lunghezza crescente tra ed entro le liste
· Liste di parole scritte alternando
caratteri maiuscoli e minuscoli
· Liste di non-parole, derivate da parole
reali per omissione/inversione/sostituzione
di singoli grafemi
· Liste di non-parole, di lunghezza variabile
· Liste di non-parole, di lunghezza variabile
con grafemi simili (b/d)
· Liste di parole scritte utilizzando
cifre e lettere (il nome della cifra entra a
far parte della parola, es. 3no = treno)
· Liste di parole in cui ogni parola
deriva da quella precedente con la sostituzione
di un grafema, la cui posizione all’interno
della parola varia continuamente per scoraggiare
l’anticipazione (es. nave- neve- nere-
vere ecc.)
· Liste di parole da correggere, con
errori costituiti da omissioni/inversioni/sostituzioni
di grafemi (anche specificamente sostituzioni
sistematiche di grafemi simili, es. b/d m/n)
· Liste di parole da completare
· Liste di parole con particolarità
ortografiche (da presentare in ordine casuale),
da utilizzare all’occorrenza, quando il
bambino mostra incertezze particolari legate
alla regola ortografica specifica
· Coppie di parole simili (derivate l’una
dall’altra per sostituzione di un grafema)
· Combinazioni preposizione più
nome o preposizione più verbo, a bassa
probabilità (che si presentano cioè
con scarsa frequenza)
· Frasi minime SV (soggetto-verbo), difficilmente
anticipabili
· Brevi frasi che costituiscono variazioni
(per sostituzione, aggiunta o omissione di 1-2
grafemi) su modi di dire ed espressioni ad alta
frequenza (es. sole e pepe, il palo nell’uovo
ecc.) per evidenziare la potenziale fallacia
dell’anticipazione. Tali liste possono
essere proposte richiedendo la sola lettura,
oppure anche l’individuazione della frase
ad alta frequenza da cui sono derivate
· Brevi frasi in cui una parola sia sostituita
da una non-parola (per sostituzione, aggiunta
o omissione di singoli grafemi). Tali liste
devono essere lette e successivamente corrette
Per
i tipi P
· Liste di parole ad alta frequenza e
basso valore d’immagine, di lunghezza
e complessità crescente da una lista
all’altra o all’interno della stessa
lista
· Liste di parole che iniziano con prefissi
uguali
· Liste di parole che finiscono con suffissi
uguali
· Liste di parole che contengono gli
stessi gruppi consonantici
· Liste di parole in cui ogni parola
deriva da quella precedente con la sostituzione
di un grafema, la cui posizione all’interno
della parola resta il più possibile costante
per favorire l’anticipazione (es. cane-
pane- sane ecc.)
· Liste di parole da completare, appartenenti
a specifiche categorie semantiche
· Liste di parole con particolarità
ortografiche, (da presentare in ordine fisso),
da utilizzare all’occorrenza, quando il
bambino mostra particolari incertezze sulla
regola ortografica specifica
· Coppie di parole che si presentano
insieme ad alta frequenza
· Liste di parole composte
· Parole ripetute, con valore rafforzativo
che costituiscono espressioni comuni (sotto-sotto,
ciao-ciao, piano-piano ecc.)
· Combinazioni preposizione più
nome o preposizione più verbo, ad alta
probabilità (che si presentano cioè
con elevata frequenza)
· Frasi minime SV (soggetto-verbo), facilmente
anticipabili
· Brevi frasi ad alta frequenza o modi
di dire conosciuti (pepe e sale, ecco fatto,
stanco morto ecc.)
Bibliografia
Bakker,
D. J. (1990) Neuropsychological treatment of
dyslexia. New York, Oxford University Press.
Masutto, C. and Fabbro, F. (1995). Flash Word:
Training Neuropsicologico per la Dislessia.
Ed. Tecnoscuola, Gorizia, Italy.
Lorusso, M.L., Facoetti, A., Paganoni, P., Pezzani,
M. and Molteni, M. (submitted). Treatment of
developmental dyslexia: visual hemisphere-specific
stimulation and speech therapy.
Lorusso, M.L., Facoetti, A., and Molteni, M.
(in press). Hemispheric, attentional and processing
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dyslexia. Brain and Cognition.
Tressoldi, P., Vio, C., Lorusso, M.L., Facoetti,
A. & Iozzino, R. (in press). Confronto di
efficacia ed efficienza tra trattamenti per
il miglioramento della lettura in soggetti dislessici.
Psicologia Clinica dello Sviluppo.
Facoetti, A., Lorusso, M.L., Paganoni, P., Umiltà,
C., & Mascetti, G.G. (2003). The role of
visuospatial attention in developmental dyslexia:
evidence from a rehabilitation study. Cognitive
Brain Research, 15, 154-164.
Letras
2
Training percettivo per la Dislessia Evolutiva
Autore: Pascoletti Carlo
Il
programma Letras 2 costituisce uno strumento
didattico e riabilitativo, gestito dal Personal
Computer, che permette di intervenire nei confronti
di alcune disabilità e/o specifici errori
di lettura. L’ intervento consiste in
un training mirato ad agire selettivamente nei
confronti della componente, ipotizzata come
deficitaria nel compito di lettura, allo scopo
di ripristinare o recuperare l'abilità
perduta o mai adeguatamente sviluppatasi per
cattivo apprendimento.
Il training riabilitativo è mirato nei
confronti dei disturbi (cosiddetti superficiali)
sul versante della lettura. Destinatari del
programma sono, pertanto, sia quei soggetti
che presentano specifiche difficoltà
nei compiti di lettura, sia e/o che presentano
precisi quadri sindromici legati alla dislessia.
Riferimenti
teorici
Nello studio preliminare (1993), si è
fatto riferimento a studi sui processi di analisi
visiva delle lettere (Posner & Mitchell,
1967; Stanley, 1975; Taylor, 1976) ed in particolare
agli stadi relativi ai processi di riconoscimento
(codice visivo-grafemico e fonologico).
La variabile indipendente, posta sotto controllo,
faceva riferimento in particolare agli effetti
connessi ai processi elaborativi del primo stadio.
In tal fase, infatti, l'input visivo (o uditivo)
entra nella memoria sensoriale (MSV o MSU),
in cui si ha la rappresentazione (codifica)
di una copia fedele dell'input, non mediata
da alcuna elaborazione. Tale copia permane,
in caso di MSV, per circa 200-250 millesimi
di secondo, ed in caso di MSU per circa 2 secondi.
Rispetto a questa fase d’elaborazione
dell'input, è stato dimostrato (Erikson
& Collins, 1968) e successivamente confermato
(Stanley, 1975), che i bambini identificati
come "dislessici" hanno una MSV più
lunga (100-150 msec. in più) di quella
dei bambini abili lettori. La maggiore durata
della MSV, quindi, finirebbe con l'interferire
sul successivo processo di estrazione delle
caratteristiche grafemiche delle lettere, impedendo
in tal modo l'operazione di riconoscimento con
la comparsa di successivi errori di lettura.
Altre evidenze sperimentali (Pelamatti &
Sartori, 1978), hanno evidenziato che anche
la modalità di funzionamento della MSU
(memoria sensoriale uditiva) risulterebbe deficitaria
in questi soggetti. Ciò non permetterebbe
al soggetto di codificare con sicurezza le componenti
sillabiche (della parola) udite. Tali dati confermerebbero
quanto già evidenziato e descritto da
alcune precedenti ricerche (Leroy-Boussion &
Martinez, 1974) secondo le quali, all'inizio
della scolarizzazione, l'abilità auditivo-fonetica
dell'analisi sillabica sarebbe posseduta, con
sufficiente padronanza, solo da una percentuale
bassa di bambini.
Pardigma
e metodologia e sperimentazione
Il programma riabilitativo attivato da Letras
2, deriva direttamente da metodologie sperimentali
che hanno contribuito, come è stato sopra
indicato, dagli studi sui modelli neuropsicologici
della lettura.
Il software costituisce un esempio pratico di
utilizzazione dell'informatica, nel campo dell'apprendimento,
attraverso le procedure C.M.I. (Computer Managed
Instruction) e del C.A.I. (Computer Assisted/Aied
Instruction), che si sono dimostrate estremamente
efficaci per gli operatori.
Il programma, inoltre, è stato costruito
in armonia con alcuni principi fondamentali
della metodologia e della didattica applicate
al settore riabilitativo. Il riferimento principale
fa riferimento, infatti, ai criteri metodologici
specifici costituenti il T.C.S.D. (Training
Centrato Sul Deficit), ovvero:
· controllo costante delle variabili
intervenienti nel processo di apprendimento
(attenzione, motivazione, memoria);
· elicitazione di risposte particolari
(struttura, forma, intensità, ecc.) attraverso
il controllo della natura del setting di apprendimento
(legge di Yerkes-Dodson);
· gestione del feed-back di correttezza
(e rinforzo)
· progressivo aumento della difficoltà
nei compiti di apprendimento.
La fase sperimentale del programma, ha registrato
una prima applicazione (1993) su soggetti inviati
dalle scuole ai centri diagnostici del Consorzio
Medico (C.A.M.P.P.) di Udine. Successivamente,
dopo opportune modifiche, il programma è
stato riproposto su soggetti del primo ciclo
della scuola elementare, che presentavano difficoltà
specifiche di lettura.
I risultati della sperimentazione, hanno evidenziato
che il protocollo di trattamento ed il training
attivato da Letras 2, offriva sufficienti garanzie
per una intervento volto alla prevenzione e/o
all’eliminazione di alcuni errori specifici,
che compaiono negli alunni durante le prime
fasi d’apprendimento della lettura.
I moduli
Letras 2 è costituito da due moduli ognuno
dei quali propone, con obiettivi diversi, due
tecniche e metodologie distinte di tipo neuropsicologico:
Ricerca e Discriminazione Visiva – Lettura
Guidata
A
- Ricerca e Discriminazione Visiva
Il modulo operativo di questo metodo, riadattato
per fini riabilitativi dai lavori di Neisser
e Posner (op.cit.), fa riferimento al paradigma
sperimentale dei processi di estrazione delle
caratteristiche e del riconoscimento della lettera
bersaglio. Tali processi, come viene sostenuto,
rendono possibile distinguere una codificazione
di tipo visivo e figurale, da una codificazione
di tipo fonetico nominale.
L'obiettivo è quello d’incrementare
la capacità di elaborazione prelessicale,
carente nei soggetti che presentano difficoltà
di lettura (dislessici), attraverso training
di codificazione grafemica e ricodificazione
fonologica. Gli stimoli di apprendimento sono
proposti dal computer e consistono in schede
(videate) in cui compaiono liste di lettere
o sillabe.
Il soggetto deve confrontare gli stimoli campione,
con ognuno degli stimoli (lettere o sillabe)
poste in una lista. Il modello teorico, sotteso
a questa tecnica, assume che la disabilità
del soggetto, sia da individuarsi a livello
del primo stadio di elaborazione dello stimolo
(MSV-MSU).
Gli esercizi propongono compiti che richiedono
operazioni cognitive quali:
· confronti visivi fra lettere presentate
(stimolo-campione) e lettere in memoria (es.:
A - A);
· confronti nominali fra lettere presentate
(stimolo-campione) e lettere in memoria (es.:
A - a);
· confronti fra lettere fisicamente simili
fra di loro (P B, C D, F E, ecc.);
· confronti simultanei delle lettere,
per l’acquisizione dell’automatismo
di lettura;
· confronti e riconoscimento di una sillaba,
all’interno di una lista di altre sillabe,
ecc.
Vengono proposte n. 247 Schede Operative, con
compiti che presentano difficoltà crescenti
rispetto al carico mnestico, alla complessità
dello stimolo discriminativo e ai distrattori.
B
- Lettura Guidata
Il metodo attivato in questo modulo, fa riferimento
alla “tecnica del mascheramento”.
Nel training di lettura, il testo viene presentato
seguendo una progressione graduale ed al soggetto
vengono proposti stimoli di lettura via via
più complessi. Il materiale stimolo (sillabe,
parole, sintagmi, frasi) predisposto per il
training riabilitativo, è stato accuratamente
selezionate dal curricolo per l'apprendimento
della lettura strumentale (Letras-3).
Il programma prevede, quindi, difficoltà
graduate sia per il tipo di sillabe, parole
e frasi proposte (es.: parole ad alto valore
di immagine e frequenza d'uso, frasi significative,
ecc.), sia per il corpo carattere (da 10 in
poi) delle stesse, poiché il protocollo
prevede un progressivo passaggio da valori alti
a valori standard di lettura.
Questa tecnica ha come obiettivo quello di "guidare"
l'allievo a leggere inserendosi su strategie
naturali presenti nel compito di lettura: quelle
appunto della modalità sinistra-destra,
alto-basso.
Il software gestisce e determina la comparsa,
sul video, delle lettere componenti ogni singola
parola, una per volta e con tempi di presentazione
prestabiliti dall'operatore (mascheramento).
Infatti in questa tecnica la variabile manipolata,
per graduare la difficoltà del compito,
è il tempo di comparsa delle lettere
sul video.
L'operatore regola il valore di velocità
di comparsa di ogni lettera, che va da un minimo
di 0,25 sec. ad un massimo di due secondi. Questo
modulo rappresenta una variante di quello conosciuto
come "Lettura Verticale" (Drevillon,
1977).
Il modulo è formato dai seguenti stimoli:
140 sillabe, 560 parole, 95 frasi, 30 brani.
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